Lorna (film)

Lorna è un film del 1964, diretto da Russ Meyer.

È il primo film del cosiddetto „periodo del bianco e nero gotico“, che Meyer attraversò tra il 1964 e il 1966, dirigendo una serie di film ispirati ai racconti di Erskine Caldwell e di John Steinbeck, ambientati nel profondo Sud statunitense.

Lorna è un dramma rurale, girato da Meyer senza le esagerazioni visive e violente che saranno presenti nei suoi successivi film (a partire da Vixen!).

Il film fu influenzato dal neorealismo italiano, e soprattutto da Riso amaro, di Giuseppe De Santis. «C’era una scena che mi colpì molto, cioè quella in cui si vede Silvana Mangano con i pantaloncini succinti in un campo di riso. Ho pensato di raccontare una storia simile, arricchendola con una morale di stampo biblico» dichiarò il regista, che in un’altra intervista aggiunse: «L’unica ragione per cui ho girato in bianco e nero è che mancavano i soldi per girare a colori».

Un predicatore è immobile in mezzo a una strada e, rivolgendosi allo spettatore, rievoca le vicende di Sodoma e Gomorra.

Luther e Jonah, due squallidi individui, seguono una ragazza e la violentano nella sua casa.

Lorna è una ragazza sessualmente insoddisfatta, sposata con Jim, uomo gentile che tratta Lorna con un’adorazione fredda e incolore. I due abitano in una casa che si trova in un misero posto di provincia. Rimasta sola in casa, mentre il marito è al lavoro (fa l’operaio, e i suoi compagni di lavoro sono Luther e Jonah), Lorna sogna di diventare una ballerina e di scatenarsi in balli sfrenati.

Un uomo evade dal carcere, e violenta Lorna sulla riva di un fiume. Tornata al paese, la donna riconosce tra la folla il violentatore ma fa finta di nulla, e anzi lo ospita in casa sua. La donna, finalmente appagata sessualmente, inizia con l’uomo una relazione.

Sul posto di lavoro Luther e Jonah, discutendo con Jim, gli insinuano il dubbio che Lorna lo tradisca, rimanendo sempre sola in casa. L’uomo però non crede ai due.

Nel finale Luther confessa a Lorna di essersi comportato in modo sleale con Jim, per invidia. Lorna muore insieme al suo amante, dopo che la Morte è apparsa su una collina.

Il budget del film fu di 60.000 dollari. Il film fu girato con una troupe ristretta, sotto il completo controllo di Meyer, che oltre alla regia si occupò anche della fotografia, del montaggio, della produzione e della distribuzione. Negli anni successivi il regista manterrà questo completo controllo in quasi tutte le sue opere.

Il film fu girato in California, in soli 10 giorni, nel settembre 1963.

Lorna è interpretata da Lorna Maitland, all’epoca ventenne. Fu una delle 132 donne che si presentarono al provino, dopo aver letto un annuncio sul Daily Variety.

La Maitland era incinta di tre mesi. Meyer la scelse durante il provino, rimanendo colpito dai suoi seni prosperosi. «Quando ho visto che non rispondevano alla forza di gravità e rimanevano su, immediatamente ho pensato: „Incassi!“» disse il regista.

Il predicatore presente nel prologo del film è James Griffith, che scrisse il film in quattro giorni.

Lorna ebbe un discreto successo di pubblico, e anche di critica. Un critico affibbiò al regista il soprannome di „Truffaut del Tennessee“, cosa che lo divertiva molto.

Lorna rappresentò una novità assoluta per Meyer, che introdusse nel film elementi che ricorreranno nella sua successiva filmografia:

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